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L'IA, per ora aiuta solo ad aumentare le fragilità

Contrasto alla Disinformazione ai tempi dell'AI


Il Vice Direttore Generale di ACN, Nunzia Ciardi, intervenendo al convegno organizzato dalla Fondazione Vittorio Occorsio presso il Senato della Repubblica - Sala Zuccari dal tema “Il contrasto alla Disinformazione ai tempi dell’AI”, ha evidenziato come la disinformazione, amplificata dall'intelligenza artificiale, rappresenti una delle maggiori minacce per le società moderne. Gli algoritmi di raccomandazione creano bolle informative e favoriscono la diffusione di messaggi polarizzanti, con TikTok che vede un aumento significativo degli adulti che si informano tramite la piattaforma. Questa dinamica accorcia il nostro tempo di attenzione e riduce la capacità di affrontare la complessità, esponendoci alla disinformazione. Il Vice Direttore ha sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale, dell'educazione critica e della regolamentazione delle piattaforme per contrastare la disinformazione.

Ha concluso sottolineando la necessità di fornire ai cittadini strumenti per sviluppare uno spirito critico, indispensabile per proteggere il tessuto stesso delle nostre democrazie. Secondo quanto ha affermato Ginevra Cerrina Feroni - Vicepresidente Autorità Garante - "Il tema dell’Intelligenza Artificiale ha a che fare con la democrazia. Il principio contenuto nel GDPR che sembra maggiormente interpretare l’esigenza di integrare il rispetto dei diritti fondamentali nello sviluppo tecnologico è quello della privacy by design enunciato nell’articolo 25. A conferma, il Considerando 78 del GDPR afferma, tra le altre cose, che lo sviluppo, la progettazione, la selezione e l’utilizzo di applicazioni dovrebbe tenere conto del diritto alla protezione dei dati e dei suoi presupposti. Ciò significa inserire una componente valoriale all’interno della progettazione tecnica rendendo l’articolo 25 un precetto di tenore quasi costituzionale. Costituzionale sia in senso stretto, perché rappresenta un requisito  fondante della costruzione e del funzionamento dei processi algoritmici nella realtà sociale digitale, sia in senso ampio perché inserisce a pieno titolo i diritti costituzionali nella dimensione digitale".

Il Garante privacy ha pubblicato le indicazioni per difendere i dati personali pubblicati online da soggetti pubblici e privati in qualità di titolari del trattamento dal web scraping, la raccolta indiscriminata di dati personali su internet, effettuata, da terzi, con lo scopo di addestrare i modelli di Intelligenza artificiale generativa (IAG). Il documento tiene conto dei contributi ricevuti dall’Autorità nell’ambito dell’indagine conoscitiva, deliberata lo scorso dicembre. In attesa di pronunciarsi, all’esito di alcune istruttorie già avviate tra le quali quella nei confronti di OpenAI, sulla liceità del web scraping di dati personali effettuato sulla base del legittimo interesse, l’Autorità ha ritenuto necessario fornire a quanti pubblicano online dati personali in qualità di titolari del trattamento talune prime indicazioni sull’esigenza di compiere alcune valutazioni in ordine all’esigenza di adottare accorgimenti idonei a impedire o, almeno, ostacolare il web scraping. Nel documento l’Autorità suggerisce alcune tra le misure concrete da adottare: la creazione di aree riservate, accessibili solo previa registrazione, in modo da sottrarre i  dei siti; Il provvedimento, consultabile sul sito www.gpdp.it, è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


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